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Pigro

Cena di famiglia a casa dei miei suoceri.

“Zio Ricky, perché ti fai sempre aiutare a mangiare?”

Giulia. Cinque anni. È la nostra nipotina, la figlia di Massimo, il fratello di Nelly, e Marina. Me lo chiede con candore. Come solo i bambini sanno fare.

“Perché sono pigro Giulia”.

Pranzo di Natale. Sono passati alcuni mesi. Stiamo pranzando a casa di Lia, la mamma di Marina. Arriva il pandoro. Mi faccio tagliare la mia classica doppia fetta. Appoggio il gomito sul tavolo. Stendo l’avambraccio verso l’alto. Piego il palmo verso l’alto. I muscoli, le ossa e le dita, sempre più inutili, si trasformano in un utile vassoietto. Un attimo dopo la doppia fetta è appoggiata in perfetto equilibrio sul palmo.

Addento.

Addento.

Addento ancora.

“Bravo zio Ricky che non sei più pigro!”

pigrizia

Alba, 30 settembre 2016, presentazione di “Tutte le fortune” (foto)

Nel sorprendente cortile della Libreria Milton, una presentazione profonda e coinvolgente di “Tutte le fortune”. Carlo, l’ideatore della libreria che trasmette amore per i libri e le loro storie, è stato un conduttore magistrale. Ringrazio soprattutto l’amico Antonio Roagna per aver avuto l’idea di fare questa presentazione ad Alba.

Finché c’è la salute…

“… In fondo Riccardo, che te devo dì,… finché c’è la salute…”

“Maurizio, guarda che quello è un concetto sopravvalutato”

“Riccardo, che stai a dì? Quando c’hai la salute puoi fare quello che vuoi…”

“Maurì, cosa stai facendo?”

“Te stò a spingere la carrozzina”

“Appunto Maurì”

“E c’hai ragione pure tu, Riccà”

 

Leggi anche: VINCERE

(Maurizio, con Danilo e Fabrizio, fanno parte del servizio di assistenza della Stazione Tiburtina a Roma. Ci conosciamo dall’estate del 2015. Andare a Roma significa anche avere un appuntamento con loro. I pochi minuti che passiamo insieme sono diventati un’abitudine irrinunciabile)

 

tiburtina

 

Il cerottino annegato

Stepan spreme il disinfettante dal batuffolo di cotone sul cerottino rotondo che fissa l’ago per l’infusione sottocute delle immunoglobuline alla pancia. Lo fa con tanto vigore che il cerotto potrebbe annegare. Poi, con estrema attenzione solleva meticolosamente il bordo del cerottino tutto intorno. Quindi, afferra il piccolo cerchio a due estremità opposte. Si concentra. E tira violentemente verso l’alto.

“Ahia…”. Lo dico tanto per dire qualcosa. Alzando leggermente la voce per darmi un tono.

“Cosa c’è Ricky?” domanda Stepan tanto per partecipare alla conversazione.

“Forse sta tornando la sensibilità”, rispondo tanto per…

“Forse sta tornando la sensibilità, o forse stanno crescendo i peli”, sentenzia Stepan.

6 ottobre 2016

(Ogni due mesi circa mi depilo petto e addome. Sopporto tutto, ma non i peli strappati dai cerotti)

Leggi anche: “Il rompiscatole (io), il badante e l’elettrodo”

 

ago

LA FINE DELL’EPOPEA DEL SIGNOR CORSARO

Prima leggi: Il tentativo di evasione del signor Corsaro

“Non vedo nessuno”, sussurra il signor Corsaro.

È stata una notte tranquilla. Tranquilla più delle altre. Ho evocato “il Petrarca” solo una volta. E mi sono riaddormentato così velocemente da non fare in tempo a sentire i singhiozzi del mio compagno di camera.

La mattina era stata uguale a tutte le altre. Sveglia, colazione, igiene, immunoglobuline endovena. Il libro per farmi compagnia nelle ore inchiodato al letto dall’ago nel braccio, la visita dei neurologi.

In piedi, ai piedi del suo letto, i neurologi sprofondano nella cartella clinica del signor Corsaro. Ogni tanto si scambiano cenni d’intesa. Ogni tanto si confrontano nella loro lingua ermetica. Consultano le analisi e gli esami, la pila di documenti che ha gonfiato la cartellina di cartone azzurro in poco più di dieci giorni. Poi, solennemente, annunciano: “bene signor Corsaro, oggi la dimettiamo, avvisiamo noi casa. E… non esca dalla camera”. Mentre si precipitano verso la porta per affrontare la prossima cartella clinica, un neurologo torna indietro. Mi guarda come aspettando che mi accorga di lui.

“Si…?”. Alzo gli occhi dal libro. Lo guardo per fargli capire che sono attento. Il neurologo esita. La mia espressione perplessa deve averlo bloccato.

“Si, …”, ripeto per incoraggiarlo.

“Scusi, signor Taverna, potrebbe pensarci lei…”. Le parole scivolano fuori dalla bocca. Cercano di essere discrete mentre indica il signor Corsaro con un cenno della testa.

Messaggio ricevuto.

“Signor Corsaro”.

“Ai suoi ordini”.

“Ho ricevuto un ordine di servizio – annuncio con un marcato tono prossimo all’emergenza – questa mattina nessuno può uscire dalla stanza”.

“Come mai? Se posso chiedere…”.

Devo trovare immediatamente un motivo che sia plausibile. Almeno per lui.

“Questa mattina un pericoloso criminale, associato al clan dei corleonesi della mafia siciliana, è stato ricoverato in questo ospedale. È scortato dai servizi segreti. L’ordine è di non uscire per permettere agli agenti speciali di controllare gli accessi al reparto senza interferenze”.

Il signor Corsaro annuisce. E rimane ai piedi del mio letto. Continua a fissarmi. Ah, mi stavo dimenticando:

“Può andare”.

Invece di sedersi sul letto, il signor Corsaro si avvia verso la porta della camera. Mi siedo sul letto per osservarlo.

Apre la porta.

Sto per richiamarlo all’ordine in modo perentorio quando il signor Corsaro si ferma, guarda attentamente il pavimento e allinea attentamente le punte delle pantofole al filo della porta. Si sporge leggermente in avanti. Gira la testa leggermente verso sinistra. Fa un leggero passo indietro. Allinea nuovamente le punte delle pantofole al filo della porta, si sporge leggermente in avanti e gira la testa leggermente verso destra. Chiudi la porta e sospira.

“Non vedo nessun agente”, mi dice facendomi capire palesemente di sentirsi preso in giro.

“Se lei li vedesse non sarebbero agenti dei servizi segreti”. Rispondo senza alzare gli occhi dal libro.

“In effetti…”, ammette il signor Corsaro.

Il signor Corsaro riapre la porta, riallinea le punte delle pantofole al filo della porta e si sporge leggermente in avanti. Passerà tutta la mattina a girare la testa leggermente verso sinistra. Poi, leggermente verso destra.

Appena dopo il pranzo il signor Corsaro lascia il reparto di neurologia del DIMER del San Raffaele. Uscendo, non mi saluta. Me l’aspettavo, un po’. Ma una parte di me, il capo di stato maggiore dell’Ospedale militare, per un attimo si è sentita offesa. E per un attimo ho pensato che tutto fosse stato frutto della mia immaginazione.

“Contento Ricky?… Si ritorna alla tranquillità!”. La voce di Raffaella, l’infermiera, mi raggiunge dal corridoio. È successo veramente.

1995

dimer

DI NUOVO UNA PORSCHE PANAMERA

Prima leggi: la sostenibilità vista da Stepan

“Stepan… Lampeggia…”.

Il TIR procede stancamente nella corsia centrale dell’autostrada adriatica rispettando rigorosamente il limite di velocità. 80 all’ora. Il caldo afoso del primo sabato di luglio sembra appesantirlo. La Fiat Uno blu scassata lo sta superando, forse. Arranca faticosamente. Ha raggiunto la metà del rimorchio e procede istericamente verso la motrice. Sta dando il massimo. Tutta se stessa. Sta combattendo sola contro tutti: l’autoarticolato, il caldo, la pressione. Dietro, una Porsche Panamera sta ringhiando. Soffre l’andatura ridotta, la sua libertà castrata. I cavalli dell’otto cilindri imbrigliati si trattengono a stento, non vedono l’ora di spianare la piccola utilitaria arrugginita.

Ci accodiamo e assistiamo allo sforzo del piccolo ammasso di rottami.

Intanto osservo  il retro della Porsche Panamera. Le linee arrotondate nella tradizione della casa. I pneumatici larghi che mordono l’asfalto. I tubi di scappamento che annunciano tutta la sua potenza.

“Stepan…”

“Si Ricky…”

“Lampeggia…”.

Le sopracciglia di Stepan si alzano leggermente.

“Ma… Ricky…”. Stepan è confuso. Guarda la Panamera bloccata dalla Fiat Uno, l’autoarticolato sulla nostra destra.

“Lampeggia, Stepan…”. Le sopracciglia di Stepan si alzano fino a invadere la fronte. Si fa serio e assume l’espressione tipica di quando si prepara a darmi una spiegazione complessa. Sta per abboccare.

“Vede Ricky. Se lampeggio non ha senso. La Porsche non ci può lasciare passare perché non ha spazio. E non può neanche accelerare finché la Fiat Uno non avrà superato il camion. In quel momento la Porsche potrà accelerare e ci lascerà indietro. Quindi, logicamente, non ha senso lampeggiare”.

“Appunto Stepan. Quando ti ricapiterà l’occasione di lampeggiare a una Porsche Panamera?”. Sorrido malizioso.

Ripartiamo dall’autogrill, la pancia riempita da un boscaiolo, un Krapfen e una coca-cola. In pochi metri Stepan raggiunge la velocità di crociera. La corsia di sorpasso è vuota. A dire il vero, l’autostrada davanti a noi è tutta libera. Le macchine sono parcheggiate negli autogrill presi d’assalto dai turisti del fine settimana.

Stepan scarta verso destra. Improvvisamente. La botta di adrenalina mi richiama dal torpore che mi stava assalendo. In un istante siamo nella corsia di destra e l’istante successivo siamo dietro alla Porsche Panamera che procede lentamente. Una manovra assurda, inutile e dannatamente pericolosa.

“Cazzo fai Stepan?!”. Sto per servirgli un sonoro cazziatone. Prendo fiato e mi giro verso il mio badante che ogni tanto mi mette nelle condizioni di strigliarlo. I nostri occhi si incrociano. Esito. La sua espressione da discolo mi sorprende.

“Ricky… Lampeggio?”.

Luglio 2015

Arenzano, 19 agosto 2016, presentazione di “Tutte le fortune” (foto)

Il 19 agosto 2016 Arenzano (Genova) ha ospitato la presentazione di “Tutte le fortune”. Di fronte al mare, con la luna che assisteva, Genova e la sua Lanterna sullo sfondo, nell’anfiteatro naturale delle Alpi Marittime, Lazzaro Calcagno ha portato gli ospiti in un viaggio attraverso le pagine del libro. È stata un’altra presentazione emozionante. Una presentazione resa ancora più importante perché organizzata da Roberta, la mia cuginetta ritrovata proprio grazie al libro.

Le recensioni su ibs (International book store)

Alda

Un libro divertente e pieno di buoni consigli su come affrontare le sfide che a volte la vita ci riserva. Alda

Alessio

La storia di un giovane che morde la vita e a un certo punto viene morso, di un uomo capace di rialzarsi, reinventarsi sempre. “Tutte le fortune” è un invito ad aggrapparsi, costantemente alla vita, a non subire passivamente quello che offre. Letto in 24 ore, con la curiosità di capire quale fosse il prossimo escamotage superare i suoi limiti, il libro racconta di Riccardo, un guerriero che affronta la vita con leggerezza, sincerità e ironia. Impossibile non ridere, impossibile non piangere, impossibile non ritrovare, in ogni pagina, le proprie paure e la voglia di superarle, come fa lui. Dopo averlo letto, ho regalato questo libro a chi aveva bisogno di nuovi stimoli, di intravedere possibili sfide, di reagire. Consigliatissimo!

Silvana

Un libro nel quale ho riletto pezzi della mia vita. Tanta ironia, tanta forza, tanta speranza. Questo è “Tutte le Fortune”.

Lisa

Ernest Hemingway una volta disse che “Il mondo spezza tutti e poi molti sono forti proprio nei punti spezzati.” Raccontare e raccontarsi non è semplice, essere di esempio per qualcun altro ancora meno. Con semplicità e naturalezza, “Tutte le fortune” riesce a fare tutto questo, e molto di più. All’inizio ti incuriosisce, poi ti coinvolge, ti fa sorridere e commuovere. E ti ricorda che non conta ciò che la vita ha in serbo per te, ma come tu decidi di accogliere ciò che di volta in volta ti si presenta davanti. Senza scuse, stampelle o finto buonismo. Per poter dire, alla resa dei conti, che la vita vale la pena di essere vissuta. Sempre.

Alfredo

Veramente un bel libro ! Scritto con ironia, intelligenza, forza, capacità di far vivere le emozioni che hanno attraversato la vita di Riccardo. Difficile leggerlo senza pensare: “ma io sarei riuscito ad affrontare con il sorriso e l’ironia tutte queste avversità ? Dove ha trovato la forza per lottare?” E ancora: “con che coraggio mi lamenterò di una brutta giornata di lavoro o di un qualsiasi contrattempo che capitano a tutti noi, ma che in paragone son delle sciocchezze?” Grazie Riccardo mi hai fatto riflettere sul senso e le priorità della vita …alle volte, a furia di osservare il proprio ombelico, si perde di vista il mondo intorno !!! Ps: molti genitori dovrebbero far leggere qs libro ai loro figli …una lezione di vita !

Roberta

Bello, avvincente, emozionante, divertente, toccante.. Lettura consigliata!!!!

Marcello

Proprio una bella storia, ti immedesimi con il protagonista, anche tu ti chiedi perché certe cose succedono a qualcuno, lotti con lui, e ridi e piangi. A dire il vero, nonostante la storia abbastanza drammatica, l’ottimismo traspare da ogni pagina, e ci sono tanti episodi divertenti! Soprattutto le disavventure con i badanti sono fantastiche, dolceamare e ironiche: chi di noi ha a che fare con un badante, per un genitore anziano, un figlio malato, ecc sa cosa voglio dire! Lo consiglio vivamente!

Recensioni

Le recensioni su Amazon

Intelligente e divertente

Da Matteo il 24 giugno 2016

Quando leggi un libro e poi continui ad utilizzarlo per parallelismi, citazioni ed esempi. Si legge in modo molto scorrevole e sorprende per ironia, intelligenza e spinti di riflessione. Non capita spesso finire un libro e sapere che prima o poi lo riaprirai.

Da non perdere

Da Franca il 3 febbraio 2016

Un libro che non smetteresti mai di leggere. Vero, serio, ma anche ironico. Una malattia invalidante vissuta con grande coraggio.

Lo consiglio a tutti!

Da Massimo B .il 8 gennaio 2016

Libro emozionante, che mi ha fatto piangere, ridere, riflettere…

Mi sono trovato a sottolineare diversi passaggi, perché dopo la prima lettura in cui volevo sapere come andava a finire, ora voglio rileggermelo con calma.

La storia è molto umana, ci sono tanti episodi divertenti e alcuni drammatici.. Così è la vita! Ho provato molta empatia, e spero che escano altri libri dello stesso autore

ottimo libro per riflettere e sorridere sulla vita

Da antonio il 8 gennaio 2016

libro ben scritto, simpatia e amarezza fuse insieme, da leggere tutti , problemi a cui tutti potremmo trovarci di fronte

una bella lettura

Da Rita teoli il 2 gennaio 2016

una preziosa testimonianza sul valore della vita e dei sentimenti a scapito della malattia e delle nostre sconfitte. Mi è piaciuto e ha rafforzato in me il senso del vivere, senza dare per scontato nulla ma cercando di cogliere tutto il buono che c’è.

Oltre gli schemi tradizionali

Da ac e basta il 1 gennaio 2016

Un libro che cattura il lettore e lo accompagna, tra lacrime e sorrisi, nella consapevolezza di sé,delle potenzialità del fisico e della stravolgente capacità che la nostra mente ha di farci sopravvivere ai limiti fisici.

Prerequisiti fondamentali: amore per la vita e capacità di saper leggere criticamente e senza paura la realtà e di agirecon soluzioni che vanno oltre gli schemi più tradizionali.

Un invito per tutti a non piangersi vittimisticamente addosso ma a essere protagonisti di se stessi.

Se l’autore fosse stato, chessò, un Grammellini … sarebbe già un best seller!

Lo consiglio.

Entusiasmante

Da Lisa il 29 dicembre 2015

Ernest Hemingway una volta disse che “Il mondo spezza tutti e poi molti sono forti proprio nei punti spezzati.”

Raccontare e raccontarsi non è semplice, essere di esempio per qualcun altro ancora meno. Con semplicità e naturalezza, “Tutte le fortune” riesce a fare tutto questo, e molto di più. All’inizio ti incuriosisce, poi ti coinvolge, ti fa sorridere e commuovere. E ti ricorda che non conta ciò che la vita ha in serbo per te, ma come tu decidi di accogliere ciò che di volta in volta ti si presenta davanti. Senza scuse, stampelle o finto buonismo.

Per poter dire, alla resa dei conti, che la vita vale la pena di essere vissuta. Sempre.

Libro autobiografico

Da D.J.M il 26 dicembre 2015

Consiglio vivamente la lettura di questo fantastico libro a tutti coloro che non sono capaci di volersi bene, che non apprezzano la loro vita, che non sono capaci di trovare la felicità nelle cose semplici come un gesto banale, l’abbraccio di un amico, il profumo del mare…

Una storia vera, Un esempio di amicizia, fiducia, forza e speranza, e di infinito amore.

Da DUNCAN GWENDOLEN il 20 dicembre 2015

Una corsa senza sosta .. Letto tutto di un fiato .

E’ stato come essere preso per mano e portato in un vortice di emozioni, di lezioni di vita quotidiane. Ognuno dovrebbe leggero e imparare ad apprezzare la vita di ogni giorno, il valore che questo libro insegna pagina dopo pagina.

Un esempio di amicizia, fiducia, forza e speranza, e di infinito amore.

Un film sarebbe il giusto proseguo per questo bellissimo libro.

E’ stato emozionante fino all’ultima riga.

leggetelo: fa bene!

Da Piulo il 10 dicembre 2015

e riesce a farlo facendo sorridere, in qualche punto proprio ridere.

e alla fine ti lascia diverso

forse anche un pochino migliore

Da Il mondo di sopra il 1 dicembre 2015

emozionante, unico, un libro da leggere tutto in un fiato, un libro che si lascia amare sin dalle prime pagine. un libro che mi ha sconvolto nel modo di pensare, un libro che ho divorato in meno di due giorni e mi ha spezzato il cuore quando sono arrivata all’ultima pagina. un libro che rileggerò quando i momenti no non si faranno attendere. un libro che consiglio a chi la vita vuole cambiarla, a chi ha capito la differenza tra esistere e vivere.. continua.

Da Cliente Amazon il 29 novembre 2015

Libro splendido, da leggere, ironico, simpatico, avvincente, dura realtà, raccontata con la classe e l’eleganza che contraddistinguono Riccardo Taverna, lo consiglio a tutti.

Da Cliente Amazon il 29 novembre 2015

Il Libro scorre e si lascia leggere come pochi: una storia vera, raccontata per la prima volta da un uomo che ha ne passate di tutti i colori ma che continua a combattere – a cadere ed a rimettersi in piedi- con una tenacia ed un ottimismo che e’ fuori dal comune. Una grande lezione di vita.

Da Cliente Amazon il 17 novembre 2015

Non volevo essere l’unica, tra le persone che conoscono l’autore, a non aver letto Tutte le fortune di Riccardo Taverna.

Che dire? Sin dalle prime pagine un mare di emozioni mi ha sommerso. fino alle lacrime…

Resto a bocca aperta per la straordinaria capacità del protagonista di far fronte ai dolori della vita con forza, determinazione e ironia unici. Man mano che leggevo capivo che dolore può servire per piangersi addosso oppure per trasformare artisticamente e creativamente la propria vita. Ed è quello che il protagonista del libro ha  fatto, ha trasformato una tragedia in amore per la vita e bellezza. E alla fine mi son resa conto che la potenza di tale bellezza è contagiosa. Questo libro è un balsamo per l’anima.

Vi consiglio di leggerlo.

Da Cliente Amazon il 16 novembre 2015

Mi aspettavo la solita storiella…. sono stata piacevolmente travolta dalle emozioni nel leggerlo, riga dopo riga, pagina dopo pagina.

Tutte le fortune…. bello, assolutamente lettura consigliata.

Da Ricercatore44 il 15 novembre 2015

Ho acquistato Tutte le fortune per leggerlo la settimana prossima mentre viaggerò per lavoro. Ieri mattina ho letto le prime pagine per curiosità e non ho più smesso. Il libro è scorrevole e cattura il lettore con discrezione. La storia è ben strutturata anche se si ha l’impressione che la conclusione sia un po’ troppo accelerata. L’epilogo, tuttavia, recupera a mio modo di vedere in modo magistrale. Alla fine del libro Riccardo è diventato così familiare da sembrare un vecchio amico. La storia fa riflettere, ridere, riflettere ancora.

Da marcelloebasta il 10 novembre 2015

Ero un po’ perplesso, avevo paura che fosse una storia strappalacrime. Invece è una bella storia, ti immedesimi nel protagonista, provi le sue rabbie, le sue speranze, le sue illusioni e disillusioni, e poi ti diverti con i suoi racconti sui badanti. Io non avevo letto Quasi amici, ma avevo visto il film. Questo libro però mi è piaciuto di più, forse perché è ambientato in Italia, fosre perché sembra più vero, insomma mi ha coinvolto di più. Lo consiglio volentieri!

Da Lettrice tuttofare il 10 novembre 2015

Bello. Ti fa ridere e ti commuove, ti coinvolge e ti fa riflettere. È una storia che scava nel profondo, un uomo che affronta una malattia e ne esce comunque vittorioso, in mezzo a episodi a volte divertenti, a volte tragici. Consigliato!

 

Recensioni