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Le recensioni su ibs (International book store)

Alda

Un libro divertente e pieno di buoni consigli su come affrontare le sfide che a volte la vita ci riserva. Alda

Alessio

La storia di un giovane che morde la vita e a un certo punto viene morso, di un uomo capace di rialzarsi, reinventarsi sempre. “Tutte le fortune” è un invito ad aggrapparsi, costantemente alla vita, a non subire passivamente quello che offre. Letto in 24 ore, con la curiosità di capire quale fosse il prossimo escamotage superare i suoi limiti, il libro racconta di Riccardo, un guerriero che affronta la vita con leggerezza, sincerità e ironia. Impossibile non ridere, impossibile non piangere, impossibile non ritrovare, in ogni pagina, le proprie paure e la voglia di superarle, come fa lui. Dopo averlo letto, ho regalato questo libro a chi aveva bisogno di nuovi stimoli, di intravedere possibili sfide, di reagire. Consigliatissimo!

Silvana

Un libro nel quale ho riletto pezzi della mia vita. Tanta ironia, tanta forza, tanta speranza. Questo è “Tutte le Fortune”.

Lisa

Ernest Hemingway una volta disse che “Il mondo spezza tutti e poi molti sono forti proprio nei punti spezzati.” Raccontare e raccontarsi non è semplice, essere di esempio per qualcun altro ancora meno. Con semplicità e naturalezza, “Tutte le fortune” riesce a fare tutto questo, e molto di più. All’inizio ti incuriosisce, poi ti coinvolge, ti fa sorridere e commuovere. E ti ricorda che non conta ciò che la vita ha in serbo per te, ma come tu decidi di accogliere ciò che di volta in volta ti si presenta davanti. Senza scuse, stampelle o finto buonismo. Per poter dire, alla resa dei conti, che la vita vale la pena di essere vissuta. Sempre.

Alfredo

Veramente un bel libro ! Scritto con ironia, intelligenza, forza, capacità di far vivere le emozioni che hanno attraversato la vita di Riccardo. Difficile leggerlo senza pensare: “ma io sarei riuscito ad affrontare con il sorriso e l’ironia tutte queste avversità ? Dove ha trovato la forza per lottare?” E ancora: “con che coraggio mi lamenterò di una brutta giornata di lavoro o di un qualsiasi contrattempo che capitano a tutti noi, ma che in paragone son delle sciocchezze?” Grazie Riccardo mi hai fatto riflettere sul senso e le priorità della vita …alle volte, a furia di osservare il proprio ombelico, si perde di vista il mondo intorno !!! Ps: molti genitori dovrebbero far leggere qs libro ai loro figli …una lezione di vita !

Roberta

Bello, avvincente, emozionante, divertente, toccante.. Lettura consigliata!!!!

Marcello

Proprio una bella storia, ti immedesimi con il protagonista, anche tu ti chiedi perché certe cose succedono a qualcuno, lotti con lui, e ridi e piangi. A dire il vero, nonostante la storia abbastanza drammatica, l’ottimismo traspare da ogni pagina, e ci sono tanti episodi divertenti! Soprattutto le disavventure con i badanti sono fantastiche, dolceamare e ironiche: chi di noi ha a che fare con un badante, per un genitore anziano, un figlio malato, ecc sa cosa voglio dire! Lo consiglio vivamente!

Recensioni

Le recensioni su Amazon

Intelligente e divertente

Da Matteo il 24 giugno 2016

Quando leggi un libro e poi continui ad utilizzarlo per parallelismi, citazioni ed esempi. Si legge in modo molto scorrevole e sorprende per ironia, intelligenza e spinti di riflessione. Non capita spesso finire un libro e sapere che prima o poi lo riaprirai.

Da non perdere

Da Franca il 3 febbraio 2016

Un libro che non smetteresti mai di leggere. Vero, serio, ma anche ironico. Una malattia invalidante vissuta con grande coraggio.

Lo consiglio a tutti!

Da Massimo B .il 8 gennaio 2016

Libro emozionante, che mi ha fatto piangere, ridere, riflettere…

Mi sono trovato a sottolineare diversi passaggi, perché dopo la prima lettura in cui volevo sapere come andava a finire, ora voglio rileggermelo con calma.

La storia è molto umana, ci sono tanti episodi divertenti e alcuni drammatici.. Così è la vita! Ho provato molta empatia, e spero che escano altri libri dello stesso autore

ottimo libro per riflettere e sorridere sulla vita

Da antonio il 8 gennaio 2016

libro ben scritto, simpatia e amarezza fuse insieme, da leggere tutti , problemi a cui tutti potremmo trovarci di fronte

una bella lettura

Da Rita teoli il 2 gennaio 2016

una preziosa testimonianza sul valore della vita e dei sentimenti a scapito della malattia e delle nostre sconfitte. Mi è piaciuto e ha rafforzato in me il senso del vivere, senza dare per scontato nulla ma cercando di cogliere tutto il buono che c’è.

Oltre gli schemi tradizionali

Da ac e basta il 1 gennaio 2016

Un libro che cattura il lettore e lo accompagna, tra lacrime e sorrisi, nella consapevolezza di sé,delle potenzialità del fisico e della stravolgente capacità che la nostra mente ha di farci sopravvivere ai limiti fisici.

Prerequisiti fondamentali: amore per la vita e capacità di saper leggere criticamente e senza paura la realtà e di agirecon soluzioni che vanno oltre gli schemi più tradizionali.

Un invito per tutti a non piangersi vittimisticamente addosso ma a essere protagonisti di se stessi.

Se l’autore fosse stato, chessò, un Grammellini … sarebbe già un best seller!

Lo consiglio.

Entusiasmante

Da Lisa il 29 dicembre 2015

Ernest Hemingway una volta disse che “Il mondo spezza tutti e poi molti sono forti proprio nei punti spezzati.”

Raccontare e raccontarsi non è semplice, essere di esempio per qualcun altro ancora meno. Con semplicità e naturalezza, “Tutte le fortune” riesce a fare tutto questo, e molto di più. All’inizio ti incuriosisce, poi ti coinvolge, ti fa sorridere e commuovere. E ti ricorda che non conta ciò che la vita ha in serbo per te, ma come tu decidi di accogliere ciò che di volta in volta ti si presenta davanti. Senza scuse, stampelle o finto buonismo.

Per poter dire, alla resa dei conti, che la vita vale la pena di essere vissuta. Sempre.

Libro autobiografico

Da D.J.M il 26 dicembre 2015

Consiglio vivamente la lettura di questo fantastico libro a tutti coloro che non sono capaci di volersi bene, che non apprezzano la loro vita, che non sono capaci di trovare la felicità nelle cose semplici come un gesto banale, l’abbraccio di un amico, il profumo del mare…

Una storia vera, Un esempio di amicizia, fiducia, forza e speranza, e di infinito amore.

Da DUNCAN GWENDOLEN il 20 dicembre 2015

Una corsa senza sosta .. Letto tutto di un fiato .

E’ stato come essere preso per mano e portato in un vortice di emozioni, di lezioni di vita quotidiane. Ognuno dovrebbe leggero e imparare ad apprezzare la vita di ogni giorno, il valore che questo libro insegna pagina dopo pagina.

Un esempio di amicizia, fiducia, forza e speranza, e di infinito amore.

Un film sarebbe il giusto proseguo per questo bellissimo libro.

E’ stato emozionante fino all’ultima riga.

leggetelo: fa bene!

Da Piulo il 10 dicembre 2015

e riesce a farlo facendo sorridere, in qualche punto proprio ridere.

e alla fine ti lascia diverso

forse anche un pochino migliore

Da Il mondo di sopra il 1 dicembre 2015

emozionante, unico, un libro da leggere tutto in un fiato, un libro che si lascia amare sin dalle prime pagine. un libro che mi ha sconvolto nel modo di pensare, un libro che ho divorato in meno di due giorni e mi ha spezzato il cuore quando sono arrivata all’ultima pagina. un libro che rileggerò quando i momenti no non si faranno attendere. un libro che consiglio a chi la vita vuole cambiarla, a chi ha capito la differenza tra esistere e vivere.. continua.

Da Cliente Amazon il 29 novembre 2015

Libro splendido, da leggere, ironico, simpatico, avvincente, dura realtà, raccontata con la classe e l’eleganza che contraddistinguono Riccardo Taverna, lo consiglio a tutti.

Da Cliente Amazon il 29 novembre 2015

Il Libro scorre e si lascia leggere come pochi: una storia vera, raccontata per la prima volta da un uomo che ha ne passate di tutti i colori ma che continua a combattere – a cadere ed a rimettersi in piedi- con una tenacia ed un ottimismo che e’ fuori dal comune. Una grande lezione di vita.

Da Cliente Amazon il 17 novembre 2015

Non volevo essere l’unica, tra le persone che conoscono l’autore, a non aver letto Tutte le fortune di Riccardo Taverna.

Che dire? Sin dalle prime pagine un mare di emozioni mi ha sommerso. fino alle lacrime…

Resto a bocca aperta per la straordinaria capacità del protagonista di far fronte ai dolori della vita con forza, determinazione e ironia unici. Man mano che leggevo capivo che dolore può servire per piangersi addosso oppure per trasformare artisticamente e creativamente la propria vita. Ed è quello che il protagonista del libro ha  fatto, ha trasformato una tragedia in amore per la vita e bellezza. E alla fine mi son resa conto che la potenza di tale bellezza è contagiosa. Questo libro è un balsamo per l’anima.

Vi consiglio di leggerlo.

Da Cliente Amazon il 16 novembre 2015

Mi aspettavo la solita storiella…. sono stata piacevolmente travolta dalle emozioni nel leggerlo, riga dopo riga, pagina dopo pagina.

Tutte le fortune…. bello, assolutamente lettura consigliata.

Da Ricercatore44 il 15 novembre 2015

Ho acquistato Tutte le fortune per leggerlo la settimana prossima mentre viaggerò per lavoro. Ieri mattina ho letto le prime pagine per curiosità e non ho più smesso. Il libro è scorrevole e cattura il lettore con discrezione. La storia è ben strutturata anche se si ha l’impressione che la conclusione sia un po’ troppo accelerata. L’epilogo, tuttavia, recupera a mio modo di vedere in modo magistrale. Alla fine del libro Riccardo è diventato così familiare da sembrare un vecchio amico. La storia fa riflettere, ridere, riflettere ancora.

Da marcelloebasta il 10 novembre 2015

Ero un po’ perplesso, avevo paura che fosse una storia strappalacrime. Invece è una bella storia, ti immedesimi nel protagonista, provi le sue rabbie, le sue speranze, le sue illusioni e disillusioni, e poi ti diverti con i suoi racconti sui badanti. Io non avevo letto Quasi amici, ma avevo visto il film. Questo libro però mi è piaciuto di più, forse perché è ambientato in Italia, fosre perché sembra più vero, insomma mi ha coinvolto di più. Lo consiglio volentieri!

Da Lettrice tuttofare il 10 novembre 2015

Bello. Ti fa ridere e ti commuove, ti coinvolge e ti fa riflettere. È una storia che scava nel profondo, un uomo che affronta una malattia e ne esce comunque vittorioso, in mezzo a episodi a volte divertenti, a volte tragici. Consigliato!

 

Recensioni

Malattie misteriose Italia e la CIDP (02/06/2016)

Sono stato il testimonial della CIDP nella prima puntata di “Malattie Misteriose Italia”. Una piccola operazione di trasparenza: oggi e mentre giravamo ero su una seggiola a rotelle; il trapianto di midollo non è stato risolutivo.

Clicca sulla fotografia per vedere il documentario. La mia parte comincia a partire dal minuto 19.

Malattie misteriose

 

 

Zurich Assicurazioni, 23 maggio 2016. Presentazione di “Tutte le fortune”

Quando ti viene incontro la prima volta lo noti perché è piccolo. Poi lo conosci e scopri di essere al cospetto di un gigante che avvolge tutto ciò che lo circonda con la sua ombra di bontà.

Ho incontrato Leonardo a gennaio (2016). Oggi l’ho conosciuto. E mi sono sentito piccolo piccolo.

23 maggio 2016

Libreria dell’Arco, Reggio Emilia. 12 aprile 2016, presentazione di “Tutte le fortune”

I legami sono una cosa misteriosa. Indecifrabile. Pensi che siano temperati e invece sono di sabbia. Credi che siano sfilacciati e invece sono solidi come monoliti. Monolitici come quello con Carlo.

Vent’anni sono lunghi. Tanto da indebolire la memoria e fare cadere le persone nell’oblio. Come Carlo. Poi un libro, un groviglio di carta e inchiostro te lo fa ritrovare. E scopri di avere avuto un tesoro inestimabile. Scopri di averlo ancora. Un’altra delle mie fortune.

Claudia e Carlo hanno organizzato la presentazione. Ma è stata molto di più. Era stata la Libia a farci incontrare. La Libia è stata la reminiscenza della serata. Una magia di Carlo. La magia di Carlo mentre raccontava. Ho chiuso gli occhi per un istante e ho sentito, per un attimo, il profumo del djebel. Grazie Pucci!

 

Teatro Comunale di Siracusa, venerdì 6 maggio 2016: presentazione di “Tutte le fortune”

Nascosto tra le stradine dell’Ortigia, il Teatro Comunale è uno dei 1000 capolavori italiani che il paese non riesce o non vuole valorizzare. Ci sono voluti, un’altra volta, gli uomini di buona volontà del 2010. Come sei anni fa, si sono messi in testa di compiere una missione quasi impossibile. Allora era un depuratore da mettere a norma in tempi impossibili. Brevi. Questa volta si è trattato di aprire il Teatro Comunale per presentare “Tutte le fortune” a Siracusa. Ci sono riusciti.

Il 6 maggio, alle 19, ero seduto nel foyer gremito. Alla mia destra Prospero e Sebastiano. Alla mia sinistra Jose e Paolo.

Ne è nata una narrazione unica. Del libro, della nostra amicizia, dell’avventura del 2010. Indimenticabile. Una serata indimenticabile.

 

TRAPIANTO DI MIDOLLO: L’INFUSIONE DI UNA NUOVA VITA

PRIMA LEGGI: “Trapianto di midollo: il persecutore”

 

“Ma che cazzo continui a parlare!? Non è il momento, cazzo! Cosa diavolo sei venuta a fare? Non riesci a capire cosa sta per succedere?”

Avrei dovuto sbottare così. Anzi, mi sarei dovuto incazzare. Furiosamente. Invece.

Apro gli occhi e mi guardo intorno. Tutto è al proprio posto. Il letto, la poltrona, la cyclette, la televisione. La finestra con la tapparella alzata. Il sole. Il persecutore no. Non c’è.

26 dicembre 1999. Il giorno è arrivato. Oggi Fabio aprirà la porta della stanza. Entrerà con le sacche delle mie cellule staminali. Le aggancerà alla piantana alla destra del letto. Le collegherà al catetere venoso centrale. Aprirà il piccolo rubinetto. E sarà fatta. Ho aspettato così a lungo. Ho lottato così tanto per questo momento. E oggi sta per accadere.

Il tempo non passa. I secondi si dilatano fino a sembrare minuti. I minuti, ore. Cerco conforto in Alexandros. Invano. Ogni neurone, ogni cellula è proiettata verso la piantana ancora scarica. Verso i passi nel corridoio. Verso la porta della stanza per intercettare i segnali dell’arrivo di Fabio.

La mattina scorre lentamente. Il tempo è scandito dalla routine del reparto. Il prelievo di sangue. La colazione. L’igiene. Ogni volta riconosco i passi degli infermieri. Il rumore degli zoccoli di plastica contro il pavimento di formica. Passi decisi, come ogni azione del reparto.

Passi. Questi non sono familiari. Come non lo è l’aprirsi della porta. Incerto. Titubante.

“Marta! Ciao!”. La sorpresa è degna del momento.

“Ciao Ricky”, risponde Marta fermandosi ai piedi del letto.

“Come stai? – domando – la Giorgia?”

Due battute innocue per iniziare. Poi…

“La mamma è uno stress. Le ho detto che a Capodanno voglio portare la Giorgia a Euro Disney e ha cominciato a rompere. Che non devo andare. Che vista la situazione dovrei restare. Che tutto è sulle sue spalle. Che se succede qualcosa qui in ospedale… Uno stress che non puoi capire. E la mia bambina?”.

Non capisco. Mi sforzo, ma proprio non capisco. Sto per fare un trapianto di midollo, un intervento serio. Ho appena finito cinque giorni di chemioterapia pesantissima. Domani sarò senza sistema immunitario. E Marta si preoccupa di Euro Disney. Non mi aspetto che capisca cosa rappresenta questo momento per me. Ma ignorare la mamma, la sua pleurite… con questo freddo…

Argino i pensieri. E taglio corto: “penso che sei grande abbastanza per capire se in un momento come questo è opportuno che tu vada a Euro Disney…”. Se non capisce da sola, non lo capirà comunque.

La porta si apre e riconosco i passi di Fabio.

 

(26 dicembre 1999)

trapianto-di-midollo

SORPRESA DA FIRENZE (parte 1)

La porta dell’ufficio si apre lentamente. Elena smette di parlare e corruga la fronte mentre si volta verso l’entrata.

Mezz’ora prima era comparsa sulla porta della mia stanza. Si era appoggiata allo stipite sinistro e mi aveva chiesto un’opinione su una campagna pubblicitaria. Una questione più tecnica che altro, risolta in pochi attimi. Era rimasta lì. Dalla campagna pubblicitaria eravamo passati a chiacchierare di tutto e niente. Quelle conversazioni inconcludenti perfette per il sabato mattina. Quando in ufficio non c’è nessuno, i telefoni non squillano, e i corrieri non irrompono a consegnare i soliti pacchi urgenti.

L’espressione di Elena vira verso un sorriso. Mentre la porta continua ad aprirsi. Lentamente.

“Ciao”. È sorpresa.

Faccio rotolare la sedia verso destra per inquadrare la porta. Nelly!

“Cosa fai qui!?”. Vederla. Vedere il suo volto illuminato dal suo sorriso, continua ad essere una sensazione indescrivibile. Soprattutto quando non li vedo da un po’. Come negli ultimi quattro giorni in cui è stata a Firenze per Pitti Uomo. Sarebbe tornata ieri se la titolare della griffe non le avesse chiesto di rimanere anche il venerdì sera per una cena con un’importante cliente. Ci saremmo visti oggi pomeriggio a casa. Sono confuso.

“Indovina chi ti ho portato da Firenze?”. Nelly è piegata in avanti. Il busto in ufficio, il resto sul pianerottolo come per trattenere qualcuno che vorrebbe irrompere.

“Moira!?” Moira. A Milano? Nelly ci è riuscita. L’ha strappata dai colli del Chianti per farle passare due giorni da noi a Milano. Favolosa!

“No, no…” Gli occhi di Nelly tracimano di gioia, di chi si sta divertendo a prendere in giro.

“No?! Come no?!”

Elena fa da spettatore.

“No, no!”. Nelly è sempre più divertita. Sa che se non ci arrivo subito ho poca pazienza. E ci sono. Quasi.

“Dai, dimmi… ” Sto iniziando la fase uno: la supplica.

Nelly non se la gode minimamente. Entra in ufficio trattenendo un’esclamazione: “ma è lei!”

Due occhi assonnati. Piccoli. Curiosi. Mi fissano.

(Gennaio 2003)

sorpresa

LA “VENDETTA” DI ALESSANDRO PACIELLO

Per dieci anni ha abboccato all’amo come un pesce famelico. Per almeno dieci anni, probabilmente di più, Alessandro è stato la vittima seriale della mia malattia. Il suo candore e la sua visione ottimista del mondo non lo hanno messo a contatto diretto con la mia parte invalida. Non l’ha mai rifiuta. L’ha solo ignorata andando oltre. L’ha ignorata perché Ale non mi ha mai considerato un disabile. Uno dei pochi. Fino al punto di dimenticarsene. Per poi pentirsene quando in qualche insospettabile conversazione usava un luogo comune classico: incrociare le dita.

“Ricky, domani vado a incontrare un potenziale cliente, incrociamo le dita”.

“Fantastico Ale! Incrociale anche per me!”

Ale esita. Per un attimo impercettibile perde la sua proverbiale dialettica. Qualcosa nella sua testa sta stonando.

“Scusa Ricky, non ci ho pensato”. Si mortifica fino a stracciarsi. Ale non dà mai spiegazioni. Si assume totalmente la responsabilità.

Le prime volte faccio apposta. Invece di passare oltre, mi diverto a metterlo in difficoltà. Anzi, creo l’occasione. Poi, mentre il tempo passa, diventa un gioco. E il “scusa Ricky” carico di mortificazione si trasforma in un “cazzo… mi hai fregato ancora”. Seguito da quattro risate. Così, siamo andati avanti anni.

Poche settimane fa ci siamo sentiti per uno dei nostri aggiornamenti periodici. Ci raccontiamo dei clienti, dei progetti comuni, delle idee. E quando arriva il mio turno lo ragguaglio a proposito di un cliente difficile, di un’incompetenza abissale. All’incompetenza aggiunge una dose letale di arroganza. Non capisce procedure e processi di pensiero della redazione di un bilancio di sostenibilità. E il cliente, che teme i suoi vuoti e non ha la personalità per riconoscerli, ci aggredisce. Ci dà indicazioni contraddittorie. Per poi umiliarci. In 25 anni non ho mai incrociato tanta meschinità. Le trasferte a Torino sono pesantissime.

“Ieri in riunione è stato talmente infame – racconto ad Ale – che se non fosse stato perché siamo entrati insieme ad altri partner, mi sarei alzato e me ne sarei andato”.

“… E sarebbe stato un miracolo”, rimanda Ale.

Ci rimango male. Ale sa bene che ho già revocato due incarichi di fronte alla scorrettezza di un manager. Perché dovrebbe pensare che questa volta … c’è qualcosa che stona.

“Nooooo Ale! – urlo nel cellulare – mi hai fregato!”

Ho abboccato.

(Marzo 2015)