Archivi categoria: Pillole

Con Legambiente è cominciata così…

23:00 circa. Maurizio Costanzo Show.

Un ospite non convenzionale, tutto vestito d’azzurro, con un nome non convenzionale sta per prendere la parola. Si chiama Ermete.

Costanzo lo interpella. Ermete risponde. E mostra un lenzuolo bianco. No grigio. Anzi sporco. È stato appeso a una finestra per alcuni giorni. Sento dire che è conciato per colpa dell’inquinamento.

“Strano sto tipo – penso distrattamente – lascia le lenzuola fuori dalla finestra per giorni. Per forza che si sporcano. Ci vuole mica un genio. E poi sta Legambiente, che sarà mai…?”

Mi annoio.

1990 circa.

Anni dopo incontrerò Alessandro Paciello.

legambiente

Che cos’hai in bocca?

Il parco di Villa Mamoli è il regno di Cookie. Quando arriviamo al cancello della villa di Patrizia salterebbe fuori dal finestrino tanta è la voglia di esplorarlo.

Serata d’agosto. Barbecue sotto il Cedro. Una pianta imponente che sembra reggere il cielo stellato. Gigi e io chiacchieriamo seduti al tavolino di ferro apparecchiato.

Dalla luce fioca, che illumina il perimetro della villa, un rumore di unghiette sul marciapiede. Cookie sta arrivando. Butto l’occhio distrattamente. Cookie cammina concentratissima. In bocca tiene qualcosa che non riesco a distinguere.

“Che cos’hai in bocca?”, Lo dico istintivamente. Addirittura mi sorprendo di avere parlato.

“Toc!”

È il rumore di un pezzo di legno sul cemento. Mi volto. Cookie si è fermata, la bocca aperta. Un ramo lungo quasi quanto lei davanti alle sue zampe.

“Possibile che capisca…?”. Il pensiero mi torna in mente più volte durante la cena.

 

“Che cos’hai in bocca?”

“Toc!”. Il rumore viene dalla piscina.

 

“Che cos’hai in bocca?”

“Toc!”. Il rumore ci raggiunge dalla strada che porta al cancello.

 

“Che cos’hai in bocca?”

Se potesse mi sbranerebbe volentieri

 

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Sorpresa! Anzi no…

Ogni mattina controllo le statistiche di “Badavo ai badanti”. Quanti accessi. Quante pagine lette. Cosa hanno letto. Da dove arrivano i lettori. Ogni volta che si aggiunge un paese è una sorpresa.

“Porca miseria! Stanno cominciando a leggere dal Kenya! “

“Ah… è Nelly…” (nda: stava accompagnando un gruppo)

 

13 ottobre 2016

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Pigro

Cena di famiglia a casa dei miei suoceri.

“Zio Ricky, perché ti fai sempre aiutare a mangiare?”

Giulia. Cinque anni. È la nostra nipotina, la figlia di Massimo, il fratello di Nelly, e Marina. Me lo chiede con candore. Come solo i bambini sanno fare.

“Perché sono pigro Giulia”.

Pranzo di Natale. Sono passati alcuni mesi. Stiamo pranzando a casa di Lia, la mamma di Marina. Arriva il pandoro. Mi faccio tagliare la mia classica doppia fetta. Appoggio il gomito sul tavolo. Stendo l’avambraccio verso l’alto. Piego il palmo verso l’alto. I muscoli, le ossa e le dita, sempre più inutili, si trasformano in un utile vassoietto. Un attimo dopo la doppia fetta è appoggiata in perfetto equilibrio sul palmo.

Addento.

Addento.

Addento ancora.

“Bravo zio Ricky che non sei più pigro!”

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Finché c’è la salute…

“… In fondo Riccardo, che te devo dì,… finché c’è la salute…”

“Maurizio, guarda che quello è un concetto sopravvalutato”

“Riccardo, che stai a dì? Quando c’hai la salute puoi fare quello che vuoi…”

“Maurì, cosa stai facendo?”

“Te stò a spingere la carrozzina”

“Appunto Maurì”

“E c’hai ragione pure tu, Riccà”

 

Leggi anche: VINCERE

(Maurizio, con Danilo e Fabrizio, fanno parte del servizio di assistenza della Stazione Tiburtina a Roma. Ci conosciamo dall’estate del 2015. Andare a Roma significa anche avere un appuntamento con loro. I pochi minuti che passiamo insieme sono diventati un’abitudine irrinunciabile)

 

tiburtina

 

Il cerottino annegato

Stepan spreme il disinfettante dal batuffolo di cotone sul cerottino rotondo che fissa l’ago per l’infusione sottocute delle immunoglobuline alla pancia. Lo fa con tanto vigore che il cerotto potrebbe annegare. Poi, con estrema attenzione solleva meticolosamente il bordo del cerottino tutto intorno. Quindi, afferra il piccolo cerchio a due estremità opposte. Si concentra. E tira violentemente verso l’alto.

“Ahia…”. Lo dico tanto per dire qualcosa. Alzando leggermente la voce per darmi un tono.

“Cosa c’è Ricky?” domanda Stepan tanto per partecipare alla conversazione.

“Forse sta tornando la sensibilità”, rispondo tanto per…

“Forse sta tornando la sensibilità, o forse stanno crescendo i peli”, sentenzia Stepan.

6 ottobre 2016

(Ogni due mesi circa mi depilo petto e addome. Sopporto tutto, ma non i peli strappati dai cerotti)

Leggi anche: “Il rompiscatole (io), il badante e l’elettrodo”

 

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