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Oggi, 10 dicembre 2013, “Tutto il bello che c’è” Rai due, 13:30.

Carola Carulli è un autore di “Tutto il bello che c’è” (Rai Due, 13:30 tutti i giovedì). È una persona speciale come ce ne sono poche. Talmente speciale e coraggiosa da pensare e realizzare insieme ad altre donne e uomini coraggiosi una trasmissione sulle cose belle della vita: uno squarcio nella cappa di brutture che la televisione, volente o nolente, ci riserva quotidianamente.

Ho avuto la fortuna di essere scelto per raccontare la mia storia e, tra le fortune, quella di incontrare Carola e la sua équipe. IMG_0040 IMG_0041 IMG_0044

Il mondo di sopra (recensione, 01-12-2015)

Non scegliamo la nostra vita.. scegliamo come viverla!
E’ con questa frase di questo meraviglioso libro, che voglio iniziare la recensione. Un libro che non sono riuscita a non amare, dalla prima all’ultima pagina. Un libro che ho abbandonato all’ultima pagina forse troppo presto, un libro che rileggerò nei momenti in cui la vita sembrerà prendere il sopravvento.il mondo di sopra
Un guerriero, questa è l’unica definizione che riesco ad attribuire all’autore del libro nonchè suo malgrado protagonista.
Quale altra definizione si può dare dare, ad un uomo che dopo avere scoperto all’età di 24 anni di essere affetto da una malattia neurologica degenerativa grave, invece di piangersi addosso, come sarebbe naturale e umano fare, ha modificato ed evoluzionato il suo stile di vita di pari passo con la sua malattia.
Eccolo bere il caffè senza usare le mani per prendere la tazzina, gattonare per salire le rampe della scala che portano al suo ufficio, si è reinventato! questo è quello che ha sempre fatto.
Andare avanti nonostante tutto e si che la sorte non gli ha fatto mancare niente, anni dopo il parkinson e per finire un infarto.
A questo punto vi chiederete : ma perchè leggere questo libro?Devo anche spendere soldi per poi deprimermi in un libro di una storia disabile? Niente di piu’ falso!
Riccardo ha  affrontato la sua malattia con forza e senso dell’umorismo non comune, riuscendo a realizzarsi nel lavoro e perfino a sposarsi con una donna che ha deciso di dividere la sua vita con lui nonostante le difficoltà che era ben consapevole avrebbe dovuto affrontare accettando di diventare sua moglie e senza per questo rinunciare al suo lavoro e ai viaggi che questo comportava.
Il motivo della scelta di questa donna? Aver visto la straordinarietà di quest’uomo che anche parlando dei suoi badanti mi ha fatto ridere.
Si sembra un controsenso ridere ma è anche quello che l’autore di questo libro riesce a far fare a chi legge il suo libro, ridere di cuore come non si è mai fatto, sorridere delle gaffè e degli imprevisti.
L’ho letto in meno di due giorni e come vi dicevo prima, averlo abbandonato subito mi ha quasi spezzato il cuore.Una storia di coraggio, amore e di risate.
Un libro che vale la pena di leggere per capire che nella vita a volte non basta solo esistere, ma bisogna viverla.
Consiglio questo libro a chi ha paura ad affrontare il buio, a chi a volte si perde in ostacoli che sembrano giganti, a chi ha voglia di ridere e sorridere, a chi ha voglia di prendere in mano la propria vita e cambiarla, a chi esiste, a chi vive, a chi ama ed ha accanto persone straordinarie, a chi nel proprio piccolo è straordinario così.
La mattina dopo fui svegliato da un tintinnare di vetro. Ancora in preda al sonno cercavo di capirne l’origine quando una voce dai piedi del letto mi riportò all’ospedale. <<Prelievo>> Aprii gli occhi e mi ritrovai a guardarne altri due: solo che uno guardava a destra e l’altro a sinistra. “o cazzo” pensai ” il mio primo prelievo ed è pure con un infermiere strabico.”

Chiacchiere a merenda (25.11.2015)

Molto spesso ci affanniamo dietro a problemi così banali da non sembrare neppure reali,  tanto da riuscire a trasformarli in montagne insormontabili, senza pensare che quella che chiamiamo “sfortuna” non è altro che la nostra incapacità a gestire in modo semplice situazioni che risulterebbero davvero stupide se solo riuscissimo a vederle per ciò che davvero sono.

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In questo nostro vagare tra affanni e false preoccupazioni ci imbattiamo, di tanto in tanto, in persone straordinarie che hanno fatto di una sorte “non propriamente favorevole” la loro forza più grande, riuscendo ad affrontare la complicata vita a cui sono stati destinati con tenacia, orgoglio e grandissima forza.

Uno di questi è senza dubbio Riccardo Taverna. Curriculum da capogiro (esperto di sostenibilità aziendale, gestione della reputazione e comunicazio­ne d’azienda) e autore dei blog badavoai­badanti.orgsustainabilitysentiment.org, cura la rubrica “iN responsibility” su «iN», la rivista di Siracusa, ha debutatto il 10 Novembre col suo primo libro: “Tutte le fortune” (PIEMME edizioni).

Un libro che finirà sotto il nostro albero di Natale e che conosceremo meglio l’11 Dicembre alla presentazione ufficiale che si terrà a Milano, Via Tortona 54 ore 21. Se avete voglia di esserci scrivete a nelly.baiamonte@gmail.com oppure visitate la pagina Fb dedicata all’evento e non fatevi scappare l’occasione di conoscere Riccardo.

http://www.chiacchiereamerenda.it/2015/11/tutte-le-fortune-riccardo-riva/

 

Grandi magazzini culturali

Riccardo Taverna, giornalista ed esperto di comunicazione, racconta la sua vita in compagnia di una malattia e di tanti badanti che lo accompagnano giorno dopo giorno. Consigliatissimo dalla Redazione di MEMO a chi riesce a sorridere sempre e in ogni caso. C’è il badante ultradevoto con le mani di pastafrolla che attribuisce i danni che causa al demonio. C’è l’ex bodyguard zoppo che si veste di nero con gli occhiali scuri e prima di aiutare il suo assistito controlla anche sui tetti che non ci siano cecchini.

http://www.grandimagazziniculturali.it/e-tutta-una-questione-di-badanti/

 

memo

LA SOSTENIBILITÀ VISTA DA STEPAN (in viaggio verso Legambiente)

RICKY&STEPANLa Porsche Panamera ci supera in scioltezza seguendo il nastro d’asfalto della A1 che si srotola davanti a noi. Direzione, Roma. La Citroen C4 Gran Picasso oscilla leggermente. Sembra riverire il passaggio di tanta perfezione. Stepan la rincorre con lo sguardo. Mentre a occidente il sole ha cominciato a decorare il cielo con i colori del tramonto.

Rallentata da due camion che si stanno sorpassando, la Porsche ci precede per un paio di kilometri. Poi, appena la corsia si libera, libera tutti i cavalli e ci abbandona. Gli occhi di Stepan la seguono. Sospira.

“Certo con una macchina così farei una più bella figura”.

Stepan rompe il silenzio che ha avvolto l’abitacolo negli ultimi kilometri. Sorrido distrattamente, alzando l’angolo della bocca. Stepan, temendo una gaffe involontaria, corregge subito il tiro.

“Non che questa sia male, anzi – poi non resiste – ma con quella sarei più figo“.

Poi, mette un’altra pezza.

“Certo non sto chiedendo una Bentley…”

Comincio a ridere. E sto al gioco.

“Facciamo così Stepan, se cambio macchina la scegli tu”.

Stepan pensa un attimo, il minimo indispensabile. Poi, accompagnandosi con la mano destra che disegna una serie di cerchi ad indicare “tantissimo” ribatte.

“… eeeee ne deve fare di bilanci di sostenibilità…”.

Ci guardiamo con la coda dell’occhio, prima. Poi ci giriamo uno verso l’altro. Tratteniamo goffamente la risata. Che esplode un attimo dopo.

(Maggio 2015)

Campagnano: la stesura definitiva del libro

È cominciata la fase finale. La discesa verso gli scaffali delle librerie. C’è il titolo. C’è la copertina. Stiamo lavorando tanto. In 14 mesi abbiamo prodotto oltre 50 ore di registrazioni. Il racconto prima. La definizione della struttura poi. La scrittura. E la sorpresa di leggersi.

Tra la campagna romana dove mi trovo e Milano, dove Andrea è rimasto ancorato alle sue abitudini, i capitoli prendono la loro forma definitiva. Produciamo. Ci inviamo il materiale. Ci confrontiamo e correggiamo.

Campagnano, 30 minuti a nord di Roma, adagiata sulle colline intorno alla Cassia, è sullo sfondo. In primo piano i Bucciarelli che ci ospitano. C’è tutto il clan: Buccia e Gabriella, Bucc e Nilam con Jasmine, Savannah, Eashani, Amba-lilCampagnanoy e Sabina. C’è anche Lucalu, in contatto dalla Croazia. Nelly e io siamo in famiglia. E la sera a cena, tra le lasagne di Oro e i fritti di June, il libro e l’ultimo capitolo prodotto sono i co-protagonisti. Sotto il tavolo si agitano sei cani. Ma la loro ansia non ha nulla a che fare con la letteratura. Manca solo Stepan.

BADAVO AI BADANTI ATTRAVERSA L’OCEANO

Badavo ai badanti, il blog, sbarca in Canada. “Il Postino”, la rivista mensile per la comunità italiana canadese, ospiterà il blog. Ogni mese, il periodico di Ottawa, pubblicherà un post. Ringrazio Antonio Giannetti, un amico ritrovato grazie ai social network. Un amico al quale mi lega un legame speciale. Un uomo che dimostra che l’amicizia trascende lo spazio e il tempo.

Con il numero in edicola il 22 aprile, si comincia.

Canada

“CI ROVINIAMO LE BUDELLA?”

Prima leggi: IL GRANDE IVAN (EP.1): il colloquio

“Vecio, andiamo a rovinarci le budella?”.

Capita più spesso di sabato. Quando rientriamo dopo la prova Paola Valenti. O tornando a casa da qualche commissione impedita dalla frenesia della settimana. Così Ivan punta il muso della Mercedes Classe A blu verso il McDonald’s più vicino. Per rovinarci le budella con hamburger, patatine e un litro di coca-cola annacquata da decine di cubetti di ghiaccio.

“Vecio, andiamo a rovinarci le budella?” non ha mai significato “ho fame”. È la misura del legame che si può creare con un badante. Sedersi intorno a un tavolo con un amico e chiacchierare senza meta. Un vincolo che va oltre la disabilità e il bisogno di assistenza.

Quattordici anni fa Ivan ha smesso di essere il mio badante. Ogni tanto un telefono squilla. Dall’altro capo della connessione una voce squilla: “Vecio, andiamo a rovinarci le budella?”. Allora rubo un’ora e mezza alla giornata e scappo con Ivan da un McDonald’s a chiacchierare. E a stendere le budella.