IL SENSO DELL’EDUCAZIONE

Stepan è parte della nostra vita. Averlo in giro è diventata più di una piacevole consuetudine. È quotidianità. È il sapore rassicurante della famiglia. Chiedergli se vuole venire al cinema con noi è istintivo, naturale. Come oggi pomeriggio.

Andiamo al multisala di Rozzano a vedere Elysium. Ci godiamo lo spettacolo. Usciamo soddisfatti. In ascensore commentiamo il trailer di Rush. Nelly ha cambiato idea. Vuole vederlo.
Usciamo dalla ascensore parlando della colonna sonora. Ci dirigiamo verso l’entrata principale. Stepan spinge la seggiola a rotelle. Nelly alla nostra sinistra. Passiamo attraverso la folla di ragazzini che affollano l’atrio intorno alle casse. Ci avviciniamo alle porte che si aprono verso l’interno. Con un’intesa perfetta Nelly accelera verso la più vicina. La apre e la tiene aperta. Fuori un gruppo di sei adolescenti. Sei ragazzi appena rientrati dalle vacanze. Tutto accade in un battito di ciglia. I due giovani più vicini alla porta guardano Nelly distrattamente. Buttano un occhio altrettanto distratto alla mia carrozzina. E entrano. Seguiti dagli altri quattro.

“Grazie…”
“Grazie…”
“Grazie…”
“Grazie…”
“Grazie…”
“Grazie…”
Siamo assorti dal film, in parte. E in parte zittiti dall’incredulità.

Passato il sesto, finalmente usciamo nel buio del piazzale. Ci dirigiamo verso il parcheggio. Ognuno con i propri pensieri. Stepan rompe il silenzio con un commento incisivo come una massima: “educazione non è dire grazie. Educazione è fare passare”.
(2 settembre 2013)

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