VICTOR… il badante ha da puzzà

Quarto giorno di lavoro. Mattina. Sono in bagno seduto sullo sgabello. Victor mi sta aiutando a svestirmi.
54 anni, rumeno, è in Italia da tre mesi. Nel corso del colloquio mi ha aveva fatto una discreta impressione. Alto poco meno di me, robusto, aveva risposto alle mie domande con estremo buon senso. I baffoni bianchi nascondevano un sorriso rassicurante. L’italiano discreto. Potenzialmente un ottimo badante.
“Signor Riccardo, lei deve essere un uomo un po’ pretenzioso” mi dice con tono serafico, come se stesse pensando ad alta voce.
“Signor Victor, cosa intende per pretenzioso? In italiano, a secondo di con me la usa, la parola può essere considerata un’offesa” gli rispondo tenendo sotto controllo la sorpresa e un pizzico di irritazione ma pensando anche al livello del suo italiano.
“Certo, signor Riccardo, pretenzioso – insiste – lei si lava e si cambia tutte le mattine” mi spiega parlando lentamente come a volersi assicurare che io capisca.
Sono sorpreso!! Per un attimo mi manca la parola!! Poi intuisco la “verità”.
“Scusi signor Victor, ma con questo lei quante volte si lava e si cambia?” domando temendo la risposta.
“Una volta alla settimana” mi risponde con il tono di chi sta dicendo la cosa più ovvia. (Nota per i lettori: io non sento gli odori!!!).
È sera. Sono in salotto con Nelly. Victor è appena andato a casa.
“Mon amour, a odore, come è messo Victor?” chiedo a Nelly con circospezione
Nelly strabuzza gli occhi in segno di disgusto (nota per i lettori: Nelly ha l’olfatto di un segugio!!!)
“Puzza a tal punto che quando finisce di pulire una stanza devo aprire le finestre per cambiare l’aria!”
Quinto giorno di lavoro. Mattina. Victor e io stiamo uscendo per andare in ufficio.
“Signor Victor, a proposito del discorso di ieri mattina, lei ha intenzione di cambiare le sue abitudini igieniche?” domando cercando di non essere offensivo.
“No signor Riccardo – risponde convinto – e siccome capisco che per lei sia un problema se è d’accordo continuo a lavorare sino a quando trova un sostituto”.
Altro badante, altro giro.
(Febbraio 2008, circa)

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