Mi hanno detto di “Tutte le fortune”… (1)

Da quando “Tutte le fortune” (10 novembre 2015) è uscito ho ricevuto molti messaggi. Sono tutti importanti e ognuno mi ha dato qualcosa di unico. Per ringraziare chi mi ha scritto ho pensato di pubblicare le loro parole, naturalmente rendendo il messaggio anonimo nel rispetto della privacy. Grazie a tutti.

Ricky

Grazie dott. Taverna. Il suo libro è bellissimo, e la sua impresa, la B2, molto molto interessante. Complimenti. Lei è Certamente un campione di Resilienza. E comunque una bella persona. Scrive inoltre benissimo.

M.T.F.

CIAO, ho finito ieri sera il tuo libro, bello e molto toccante complimenti per la forza e per la grande donna che hai al fianco, mi permetto di entrare così nella tua vita, perché sono una compagna di sventura sono anch’io del 1964 e da 20 anni sono affetta da Parkinson giovanile. Ora sono in cura al Besta, con ottimi risultati. Sono anch’io attiva nel campo faccio convegni ed ho scritto un libercolo. Buona vita e complimenti per il tuo spirito di vita.

  1. P.

Ciao Riccardo, ho letto, anzi divorato, il tuo libro, in un pomeriggio. È già penso di rileggerlo. È’ un esplosione di vitalità, che pochi altri scrittori sono riusciti a rendere in modo così convincente e, soprattutto, coinvolgente. Ho intenzione di acquistarne altre cinque copie per regalarle a persone care che stimo molto, e che aspettano da me qualcosa di speciale……ecco, appunto. Sarà il tuo libro, il più bel regalo! Grazie

G.C.

Buongiorno. Probabilmente ha decine di persone che le scrivono ma ho deciso di provare ugualmente. Non sono una giornalista né niente di simile. Sono una ragazza (donna?) di 34 anni, il cui uomo ha la SM con una importante invalidità. Lui è xxx, io di xxx. Vorremmo vivere insieme qui, ma immediatamente ci si presentano davanti montagne che a volte sembrano infinite e così ripide da non sapere dove aggrapparci. Avete una storia diversa ovviamente, ma su alcuni punti tremendamente simile: lo sport, una madre collante che avete cercato di tutelare, la sua morte, due fratelli con un rapporto particolare, il San Raffaele, i ricoveri, Comi, l’interferone, il rifiuto dei medici, il controllo. L’Università, una mente brillante, gli amici veri. La battaglia e la dignità continua. Molto altro ancora. Il suo libro non mi ha raccontato niente di nuovo, se non fatto capire che in qualche modo è possibile. Ed è per questo che le sto scrivendo, per avere qualche consiglio puramente pratico che nel libro ovviamente non è raccontato (si spera che non tutti i lettori debbano averne bisogno!). Se avesse voglia e tempo, mi piacerebbe fare due chiacchiere, prendere un caffè. Dove e quando lo decida lei. La raggiungo dove è più comodo.

S. T.

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